Scopelliti lancia in orbita Pirilli, Pedà e Mancini
Scopelliti lancia in orbita Pirilli, Pedà e Mancini
Pubblicato in Rassegna stampa il 05/06/2009
Autore: redazione

«Con loro possiamo costruire una nuova prospettiva calabrese nello scenario continentale»

Gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano e i tempi cambiano. Fa un certo effetto vedere sul palco di Piazza Duomo Giacomo Mancini. Suo nonno, bandiera del socialismo italiano, era considerato un nemico acerrimo di Reggio al tempo della Rivolta. Da allora, però, sono scivolati via quarant’anni e i giovani per fortuna non vivono l’ossessione del passato. E così eccoli insieme, Scopelliti e Mancini. «Ci lega un sentimento generazionale», dice il sindaco. Certo. Ma non solo. Oggi li lega anche la comune appartenenza al Popolo della Libertà. Scelta-choc per un Mancini. Che tuttavia, spiega, era inevitabile dopo la "pugnalata" inferta ai socialisti dal duo Veltroni-Di Pietro: «Se la sinistra è questa, viva la destra». Elementare, Watson. E giù applausi scroscianti quando si dichiara «onorato di essere a Reggio, città metropolitana e capitale della Calabria». Chi l’avrebbe mai immaginato...
Il Pdl chiude la campagna elettorale schierando gli attaccanti su cui appunta le sue speranze di sfondare in Europa mischiando l’esperienza con la meglio gioventù: Umberto Pirilli, Giuseppe Pedà e Giacomo Mancini. È l’on. Nino Foti ad aprire il comizio con un intervento autocoscienziale: «L’appartenenza al Popolo della Libertà non mi impedisce di registrare che l’azione del governo verso la nostra regione è, fino al momento, insufficiente. Ma ho fiducia in Berlusconi e sono certo che l’impegno nei confronti della Calabria sarà rispettato».
La nouvelle vague è rappresentata da Pedà, brillante imprenditore di Gioia Tauro, vicepresidente nazionale di Confcommercio giovani. Non tradisce l’emozione del debutto nella piazza reggina. Parla con sicurezza e passione, sottolineando in particolare la necessità di un «salto culturale» che consenta alla Calabria di uscire dalla condizione di subalternità in cui è stata relegata da decenni di malapolitica: «Dobbiamo compiere, tutti insieme, un grande sforzo per realizzare il sogno di una regione che non vuole essere più il ventre molle del Paese ma motore di sviluppo in campo nazionale ed europeo. Occorrono energie fresche e capacità di intercettare il futuro. Oggi Reggio, grazie a Scopelliti, è già una città diversa. Noi vogliamo partecipare con il nostro entusiasmo alla sfida del futuro».
Dall’esordiente all’uscente. Umberto Pirilli ha, insieme, la verve di chi combatte la battaglia come se fosse sempre la prima e il realismo di chi ne ha viste tante e sa che, in una politica dominata dalla chiacchiera (leggi Noemi), i fatti hanno valore se sono ostinati. È per questo che, nel riproporre la candidatura, ha preferito raccontarsi agli elettori attraverso una pubblicazione riassuntiva della sua esperienza a Strasburgo. Dove non è certo passato inosservato, avendo ricoperto con merito la prestigiosa carica di vicepresidente della Commissione Bilancio. A lui si deve, tra l’altro, il salvataggio del bergamotto che il blocco franco-tedesco voleva seppellire: «Chiedo il voto con la consapevolezza del dovere compiuto e anche per l’azione che ritengo di poter svolgere nei prossimi anni a favore di una Calabria umiliata dal governo Loiero».
Ed è proprio su Loiero che si concentra Scopelliti. Un vero e proprio preavviso di sfratto per i danni compiuti, specie nel settore della sanità: «Il piagnucoloso governatore è arrivato a prendersela con i calabresi che tornano per le vacanze estive. Secondo Agazio Loiero sono tra i responsabili dello sfascio perché tornerebbero al Nord con le valigie piene di medicinali. Che dire? Non ci sono parole...».


Hanno detto
Nino Foti.«L’appartenenza al Pdl non mi impedisce di registrare che l’azione del governo verso la nostra regione è, al momento, insufficiente».
Giuseppe Pedà.«C’è bisogno di un salto culturale che consenta alla Calabria di uscire dalla condizione di subalternità in cui è stata relegata da decenni di malapolitica».
Umberto Pirilli.«Chiedo il voto con la consapevolezza del dovere compiuto e anche per l’azione che ritengo di poter svolgere nei prossimi anni a favore della Calabria».
Giuseppe Scopelliti.«Loiero è arrivato a prendersela con i calabresi che tornano per le vacanze, indicandoli tra i responsabili dello sfascio della sanità».


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